Impianto fotovoltaico: funzionamento e caratteristiche

L’impianto fotovoltaico è un sistema in grado di generare corrente elettrica, sfruttando i raggi solari. I pannelli fotovoltaici riescono, infatti, a trasformare l’energia solare in energia elettrica. Il risultato? Basse emissioni di anidride carbonica nell’aria e una quantità di energia capace di soddisfare un intero edificio. Il resto dell’energia può anche essere venduta al gestore elettrico così da mettere in moto un procedimento di incentivazione statale, ammortizzando i costi dell’investimento. Non è mica male, vero? Gli impianti fotovoltaici sono caratterizzati da piccole celle solari; i pannelli rappresentano il cuore dell’impianto. Questi elementi, infatti, trasformano le radiazioni solari in volt e dunque in energia elettrica. Davanti ai nostri occhi ci ritroviamo delle piccole piastrelle di colore nero o blu scuro e che hanno una lunghezza di circa 10 centimetri.

Queste piastrelle, realizzate in silicio, vengono ricoperte da una sottile lastra di vetro che serve a salvaguardare il materiale semiconduttore. Mediante questo sistema le celle vengono attraversate dai raggi del sole e viene così generata una corrente continua tra il lato superiore e il lato inferiore. In questo articolo una spiegazione dettagliata sul funzionamento degli impianti fotovoltaici e sulle varie tipologie presenti sul mercato. Con un impianto fotovoltaico, che lavora insieme alla rete elettrica locale, si scongiura il deposito di corrente generata e si può far uso di tutta l’energia possibile che viene immagazzinata inoltre pure a basso costo. Gli impianti fotovoltaici possono essere installati sulle facciate delle abitazioni, sui tetti o anche in terrazza. L’inclinazione dovrebbe essere di circa 30 gradi e l’orientamento verso sud così da ottenere un assorbimento migliore dei raggi del sole.

Tutti i pannelli solari sono stati realizzati per catturare ogni minima radiazione solare ma di modelli in commercio ve ne sono tanti. Vi sono pannelli autonomi che generano l’energia che serve a soddisfare il fabbisogno energetico di una casa tradizionale; questi pannelli non sono abbinati ad una rete elettrica. I pannelli connessi alla rete sono invece abbinati alla rete elettrica in modo che quando l’impianto non produce energia, quest’ultima viene prelevata dalla rete del gestore locale. Gli impianti fotovoltaici, inoltre, vengono detti “stand alone” quando si rivolgono a utenze isolate dove non è presente una rete locale. Un esempio concreto è quello delle case in montagna. Gli impianti fotovoltaici “anti-blackout” entrano in funzione, invece, tramite un sistema di connessione in rete: nel caso si verifica un black out legato al gestore elettrico e anche l’impianto fotovoltaico si blocca, questo sistema assicura comunque agli inquilini l’erogazione della corrente elettrica.